LONDON 2013

Domenica 26 maggio

Ore 7,30 di domenica 26 maggio2013, via Alcide de Gasperi angolo Via Papa Giovanni: luogo di ritrovo del gruppo Unitre di Collegno per la gita di fine anno accademico, destinazione: LONDON. In breve si formano i primi capannelli allegri tra i componenti del gruppo. Molti ritrovano compagni di corso, ci sono amici di sempre, altri sono nuovi arrivi che a poco a poco si inseriscono nel clima lieto della partenza;  tra questi, i nuovi per definizione sono gli accompagnatori: si tratta di una simpatica giovane coppia: Maurizio e Roberta.

Dopo circa due ore di viaggio arriviamo all’aeroporto di Malpensa, dove cominciano le operazioni d’imbarco sull’aereo della compagnia Easy Jet e alle ore 12,50 spicchiamo il volo che in circa due ore ci porterà all’aeroporto di Luton. La giornata è bella e dall’alto si domina un paesaggio senza nubi; a mano a mano che sorvoliamo il suolo inglese una macchia di colore colpisce i nostri occhi: il giallo delle distese di colza a grandi riquadri irregolari, intercalati da filari di alberi e campi verdi.

Recuperati i bagagli, da Luton sul pullman a nostra disposizione,  raggiungiamo in poco più di un’ora la cittadina di Windsor, ove sorge il castello, residenza estiva della famiglia reale.  La cittadina un tempo ospitava  una delle prime stazioni della ferrovia  e oggi è un animato centro turistico con case basse di mattoni e moltissimi negozi. Il castello, circondato da solide mura, è  visitabile nella parte non abitata, che comprendela Cappelladi San Giorgio ela Torre Rotonda, che sovrasta con la sua mole da ogni punto di osservazione.  L’interno del castello ospita molte sale con quadri, ritratti di famiglia, oggetti e mobili di casa reale.   A poca distanza da Windsor, al di là del ponte sul Tamigi, si può raggiungere a piedi la cittadina di Eton e ammirare dall’esterno l’antico, prestigioso college, dove hanno studiato i rampolli di molte nobili famiglie.

A sera, dopo aver attraversato l’estesa periferia londinese, arriviamo nel quartiere di Bloomsberry, dove si trova il nostro “Royal Metropolitan Hotel”, a due passi da Russell  Square e dal British Museum. Un po’ di delusione per le camere d’albergo, prive di confort e anche per la cena a base di verdure con prevalenza di patate e piselli, minestre “tipo liofilizzate”, mentre carne, pesce e dolce sono accettabili.

Lunedì 27 maggio

Dopo una colazione continentale abbastanza monotona nella scelta, ci prepariamo al programma di oggi: la visita ai principali monumenti della città con un imprevisto spiacevole per un problema tecnico del pullman; tuttavia il cambio di programma si rivela poi persino più accattivante, in quanto procediamo tutti insieme a piedi per raggiungerela City. La guida londinese che ci accompagna, il simpatico signor Enrico, torinese di nascita, trapiantato a Londra da ragazzo con la famiglia e qui rimasto, ci permette di scoprire cose curiose della città, proprio perché la attraversiamo a piedi.

Come Russell Square,  nel centro di Londra si trovano piazze occupate da ampi giardini recintati, dove i londinesi possono sostare su panchine circondate da fiori e alberi su prato verde e godere di un momento di quiete, nonostante il rumore dell’elevato traffico cittadino. Oltre ai grandi parchi di cui Londra è dotata, Hyde Park, Kensington Gardens, Regent’s Park, Green Park, St. James Park, la città racchiude piazze con giardini, gli antichi “fields”,  campi, alcuni dei quali ora sono giardini condominiali, “key gardens”, con gli abitanti delle case intorno alla piazza, che ne possiedono la chiave. Tutto ciò fa sì che il 32% del territorio metropolitano sia costituito dal verde: una meraviglia che fa assomigliare Londra a Torino, con il suo 25% di verde!

La zona intorno a Russell Square e a Lincoln’s Inn Fields è caratterizzata dalla presenza di scuole di Giurisprudenza. In una di queste scuole studiò sir Thomas More, lord cancelliere d’Inghilterra dal 1529 al 1532 sotto il re Enrico VIII; di fronte alla Royal Court of Justice vi è la sua statua.

Ora entriamo nel cuore finanziario di Londra,la City: per segnalare i vari incroci di strade che introducono nel quartiere c’è sempre una colonna su cui è posta la statua di un drago, simbolo della City stessa. Questo quartiere fu devastato da un terribile incendio nel 1666, “The great Fire”, quando il fuoco corse di casa in casa e si propagò in fretta perché erano fatte di legno; ne rimangono ancora alcune  che hanno resistito al fuoco e che, restaurate, oggi regalano uno spaccato tardo medioevale tra i palazzi moderni.  Ne è esempio la casa più vecchia (del 1500), che ospita al pian terreno “Ya olden cock tavern”, un’antica birreria.

Di fronte a noi ora si staglia la mole della cattedrale di St. Paul, eretta tra il 1676 e il 1710 ad opera del grande architetto sir Christopher Wren sul luogo dove già sorgeva l’antica chiesa che fu distrutta nel grande incendio. E’ la seconda chiesa nel mondo per grandezza, dopo S. Pietro ed è scampata miracolosamente ai bombardamenti della guerra. L’interno si presenta nudo, ma maestoso per la presenza di mosaici veneziani e bizantini; tra i monumenti funebri quello equestre del duca di Wellington e quello dell’ammiraglio Nelson sono scenografici, mentre semplicissima è la tomba che contiene le spoglie dell’architetto, la cui vasta opera architettonica è liquidata con un laconico “etcetera”. Il vero monumento dedicato all’architetto è la chiesa stessa, come dice l’iscrizione latina, che è collocata proprio sul pavimento al centro della magnifica cupola: “Lector, si monumentum requiris, circumspice”, cioè “visitatore, se tu cerchi il mio monumento, guardati attorno”.

Terminata la visita di St. Paul ritroviamo il pullman che ci raccoglie per farci gustare un piacevole tour attraverso strade e ponti che offrono spazi di osservazione suggestivi: lo Shard di Renzo Piano, che svetta ovunque facendo capolino con la sua sagoma di stretta piramide,  gli altri grattacieli, come il “Cetriolo” di Foster,  poi Tower Bridge con la vicina Torre di Londra, vera fortezza circondata da mura. Ci fermiamo poi per la pausa pranzo presso l’animato pub “Albert” dove ci ristoriamo piacevolmente.

Al pomeriggio riprendiamo il  nostro tour costeggiando Hyde Park e ammirando i due ingressi sul lato est costituiti da Marble Arch e Wellington Arch, veri e propri monumenti storici; infine eccoci arrivati nella zona dei parchi che circondano Buckingham Palace,  St. James Park e Green Park, i quali incorniciano la residenza della Regina, insieme ai giardini privati del Palazzo. Di fronte a Buckingham Palace, al centro della grande piazza c’è il monumento in marmo e bronzo dedicato alla Regina Vittoria: di lì in avanti si apre la grande strada chiamata “The Mall”, percorsa dalle guardie a cavallo, che si dirigono a Buckingham Palace per il cambio della Guardia, partendo dall’edificio di Horse Guard e passando attraverso l’Admiralty Arch.

Così si conclude la nostra prima giornata londinese, che ci ha regalato anche un bel sole e temperature miti. Bello camminare poi dopo cena attraverso l’animato quartiere di Soho per raggiungere la coloratissima e luminosissima Piccadilly Circus e la romantica Trafalgar Square, dominata dalla colonna sulla quale spicca la statua dell’ammiraglio Orazio Nelson.

Martedì 28 maggio

Con un cielo nuvoloso e l’ombrello sotto il braccio ci prepariamo per il tour di oggi, sempre con Mister Enrico pronto a svelarci le meraviglie di Canterbury. Per uscire da Londra occorre quasi un’ora, tra l’altro passiamo proprio vicino al Villaggio Olimpico, appositamente creato per risanare una zona piuttosto trascurata della città;  osserviamo che la periferia si è sviluppata in  orizzontale, perché le case sono basse, di due piani al massimo, e conserva molte tracce dello sviluppo industriale e operaio di Ottocento e Novecento. La campagna fuori Londra offre un paesaggio verde, curato e rilassante.

Giunti a Canterbury Enrico ci racconta un po’ di storia, legata soprattutto alla figura dell’arcivescovo Thomas Becket e del suo assassinio, avvenuto proprio all’interno della Cattedrale nel 1173, perché ostile alle intenzioni del Re Enrico II di ridimensionare i privilegi ecclesiastici.  Dopo la sua morte così violenta la cattedrale è diventata meta di pellegrinaggi da parte dei cattolici. La vicenda di Thomas Becket fu cantata dal poeta Geoffrey Chaucer nel suo poema “Canterbury Tales” (1388), inoltre il drammaturgo Thomas Stearns Eliot ne ricavò il dramma “Murder in the Cathedral” (1935).

La cattedrale è inserita nel cuore della cittadina e si accede allo spazio che la ospita attraverso un bell’arco medioevale tutto istoriato. Lo stile architettonico dell’imponente edificio è gotico inglese e risale all’XI secolo. L’interno è totalmente verticale e ci si sente veramente piccoli, mentre si avanza lungo la navata centrale e si giunge ad ammirare la volta dell’altissima Torre del transetto con rameggi marmorei a ventaglio. Nel transetto sinistro una pietra ricorda il luogo in cui venne assassinato l’arcivescovo.

Terminata la visita ed anche il tempo libero per il pranzo, riprendiamo il viaggio alla volta di due mete, che non erano previste, ma che abbiamo molto apprezzato.   La prima meta è verso Dover per ammirare le “White Cliffs”, le bianche scogliere: questo è un luogo paesaggisticamente suggestivo, perché per giungervi si scende da un altopiano gradualmente fino alla Manica e lungo il litorale si possono ammirare le ripide rocce che da sempre hanno accolto i visitatori in arrivo dal continente. La pioggia ha sottolineato il tipico clima inglese nebbioso: nel risalire sull’altopiano per proseguire il viaggio abbiamo attraversato un ambiente lattiginoso, che ci ricordava più l’autunno che un’avanzata primavera.

La seconda meta è stata Greenwich: ci arriviamo a piedi attraverso il bel parco su una collina, dove sorge l’antico Osservatorio fondato nel 1675; davanti all’ingresso è posto un orologio con il quadrante diviso in 24 ore; attraverso la cancellata si può vedere tracciata sul pavimento con una rotaia di metallo la linea di passaggio del “meridiano zero”.  E’ stato merito dell’astronomo reale John Flamsteed, che ha vissuto a Greenwich e di cui in questo luogo esiste ancora la casa, se si è deciso in una conferenza, tenuta in seguito a New York nel 1844, di regolare il tempo  a partire dal meridiano di Greenwich.

Dalla terrazza dell’Osservatorio si può apprezzare un ottimo panorama sul Tamigi e sui moderni quartieri di Londra. Subito sotto la terrazza domina il fiume l’edificio di Sir Christopher Wren, noto come Ospedale per i marinai, costruito in modo tale da lasciar libera la vista sul Tamigi al Palazzo di Bella Court, residenza favorita dei sovrani Tudor.

Rientriamo poi in hotel, dopo aver ringraziato di cuore il simpatico signor Enrico, e dopo cena per alcuni di noi la serata continua con una corsa in taxi fino a Trafalgar Square, per raggiungere a piedi, attraverso la larghissima Whitehall, la spettacolare piazza di Westminster.  Lungo Whitehall si trovano, tra altri imponenti palazzi,la Horse Guard, sede delle guardie a cavallo della Regina, e più avanti l’abitazione del Primo Ministro al N.ro 10 di Downing Street.  Gioia per gli occhi ammirare i palazzi illuminati di luce soffusa e salire poi sul ponte  di Westminster, da cui spiccano le luci blu del London Eye. Valeva la pena di godere un tale spettacolo!

Mercoledì 29 maggio

La giornata libera di oggi prevede le più svariate attività, divisi per gruppi grandi e piccoli: visita a Westminster Abbey, puntata nei musei principali, British Museum, Science Museum, Madame Tussaud, cioè il Museo delle cere, Tate Gallery, Tate Modern, National Gallery, Covent Garden, Buckingham Palace e, soprattutto, la salita  sull’alto del grattacielo “The Shard” di Renzo Piano per una visione mozzafiato di Londra.

A sera ci ritroviamo tutti ai nostri tavoli per la cena, durante la quale ci scambiamo le impressioni rispetto a ciò che abbiamo potuto vedere e apprezzare durante la giornata. Dopo cena un piccolo gruppo si è ancora avventurato, sfruttando il biglietto giornaliero della metropolitana, per una puntata a Covent Garden per poi, passeggiando per le vie animate del quartiere, raggiungere Waterloo Bridge, da dove è stato possibile ammirare un interessante panorama notturno dalla Cattedrale di St. Paul al Big Ben.

Giovedì 30 maggio

Questa è l’ultima mattina di Londra ed è gestita liberamente, perciò, nonostante il tempo ancora inclemente, ci siamo avventurati in gruppi sparsi per le mete che non si volevano assolutamente perdere; alcuni, insieme ai simpatici accompagnatori Maurizio e Roberta, hanno visitato il quartiere del mercato di Camden Town, con le bancarelle fitte e coloratissime di merci di ogni tipo, altri si sono recati a visitare musei, altri ancora hanno raggiunto i famosi magazzini Harrods per le ultime spese in regali, altri infine si sono concessi una visita sul London Eye, dove, nello spazio di mezz’ora si compie il giro della grande ruota in comode navicelle, dalle cui vetrate si possono ammirare i monumenti grandiosi della città, a partire dal vicinissimo Parliament House fino ad arrivare ai quartieri moderni della City.

Nel pomeriggio ci trasferiamo con il pullman all’aeroporto di Luton e qui comincia il nostro rientro a Collegno.

Nel fare un bilancio della gita si può affermare che tutto è andato bene, in particolare il viaggio, i vari spostamenti e gli appuntamenti. Le persone che ci hanno accompagnato sono state molto disponibili e premurose nei confronti di tutti. La stessa cosa non si può dire del personale dell’hotel per una certa ruvidezza nei modi.

Se qualche inconveniente c’è stato o qualche difficoltà si è presentata, c’è stato sempre il modo di risolverla e superarla. Così anche quest’anno l’Unitre di Collegno si è regalata una piacevole vacanza in una delle più affascinanti città europee.

Arrivederci al prossimo anno.

Laura  Barisone


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